La memoria del samurai (The Lost Future of Pepperharrow) di Natasha Pulley
- Francesca

- 23 dic 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Sono passati 5 anni dalla fine dorata dell'Orologiaio di Filigree Street. La vita di Mori e di Thaniel procede, insieme a quella di Sei, immersi in un'effimera atmosfera che la nebbia di Londra rende ancora più sfumata. Non per molto, però: situazioni improvvise richiedono la presenza sia di Thaniel che di Mori niente meno che a Tokyo, dove strane manifestazioni (fantasmi, dicono) stanno perseguitando l'ambasciata inglese... e non solo.
Come nelle Torri di Vetro, qui lo stile della Pulley si è un po' asciugato, ma non per questo perde la sua grande forza descrittiva ed evocativa. Anzi, in questo sequel la sostanza degli avvenimenti prende più forma, e con essi la presa di coscienza dell'autrice degli errori commessi in precedenza: sia nello sviscerare i propri personaggi (Mori, che con i suoi atteggiamenti manipolatori sembra sempre giustificato e che invece qui è posto costantemente sotto il durissimo giudizio altrui; Thaniel, che non si pone mai domande sulla natura dell'uomo che ama, al punto da subirne sempre gli atteggiamenti incomprensibili) e le loro relazioni.
Altro punto a favore di questo libro rispetto al precedente, è che finalmente abbiamo un personaggio femminile “fiero”, per quanto grigio, cioè Takiko Pepperharrow (che dà anche al libro in originale). Sicuramente è lei che muove la vicenda, divisa tra l'affetto che prova verso Mori e la rabbia che cova da anni nei suoi confronti. E di grigio si tingono tutti i personaggi coinvolti, in un mistero a tinte fosche fatto di neve e tempeste. Ho trovato anche molto migliorato lo svolgimento dell'intreccio, che mantiene sempre un buon ritmo. Per chiunque abbia anche solo sentito racconti di stranieri che hanno vissuto in Giappone, è facile pitturarsi la diffidenza del popolo e ho amato come determinate scene sottolineino la necessità di prendere coscienza delle barriere tra popoli, spesso non solo linguistiche.
Il finale per me è stato doloroso e molto inaspettato; la Pulley ha chiuso questo mondo con coscienza e tenerezza, e non vedo l'ora di leggere tutto ciò che in futuro uscirà dalla sua penna.





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