Fashion Killers di Scott Westerfeld
- Francesca

- 9 dic 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Tra i miei buoni propositi di quest'anno, c'era lo smaltire libri accumulati in libreria nei miei di blocco dalla lettura. Scott Westerfeld è uno dei miei autori preferiti e compro a scatola chiusa tutte le sue storie, spesso anche in inglese. E non mi ha deluso.
Fashion Killers, in originale “So yesterday”, legge la nostra attuale società dagli insospettabili primi anni 2000. Il mondo si divide in Innovatori, cioè i creativi, chi per primo indossa una sua geniale intuizione ed è compito dei Cool Hunters scovare queste future tendenze e segnalarle ai grandi brand.
Hunter è uno di loro, ed è sul lavoro che incontra l'indomabile Jen. Un incontro fatto di lacci di scarpe legati in modo tutto nuovo che sfocia in un rocambolesco caso di (presunto) omicidio: quale mistero si nasconde dietro al più pazzesco paio di sneakers che Hunter e Jen abbiano mai visto?
Scott Westerfeld ha sempre avuto un occhio lungimirante per il mondo dei più giovani, e così come nella saga di Uglies (“Brutti” in Italia) usava la distopia per denunciare una preoccupante ossessione per la propria immagine, così in Fashion Killers ci porta nel vortice dello spudorato consumismo, in cui i trend divorano ogni novità in un battito di ciglia, cambiando e mutando di continuo. Con il suo umorismo sempre fresco, anticipa ciò che oggi avviene quotidianamente: serie tv che diventano vecchie a una settimana dall'uscita, modi di dire che spariscono dopo un turbine sui social, personaggi famosi che passano dalle stelle alle stalle con la velocità di un post.
Questo libro non conosce i social media (avrebbero preso piede più tardi) e lascia una malinconia quasi spiacevole per quanto acuta, un dubbio pungente che inizia a martellare anche la mente dei nostri protagonisti: ma c'è davvero bisogno di vivere tutto quello che ci circonda alla velocità frenetica che ci caratterizza tanto oggi?
È una lettura che è più accessibile a chi era adolescente in quel periodo (tipo me!), perché si ritrova un mondo conosciuto – quello di myspace, ad esempio. Mi sento di consigliarlo proprio a questa fascia di lettori, i quali, come me, troveranno intuizioni inquietanti e la figura degli influencer che questo libro prevede con inquietante capacità.





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